avis medesano

più sangue, più vita!

Intervento in Assemblea Provinciale

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Cari Amici Volontari,
nel corso dell’ultima Assemblea ordinaria della nostra Sezione di Medesano si è sviluppata una discussione sulla politica associativa che ha determinato la scelta di elaborare un documento da proporre a questa Assemblea Provinciale come base di riflessione.
Secondo noi, innanzitutto bisogna superare questa impasse derivata da posizioni eccessivamente conflittuali che non permettono di avere un confronto lucido anche acceso, ma sereno e costruttivo.
Due sono i punti salienti da porre sotto i riflettori in questo momento:
  Riorganizzazione associativa
  Intanto è necessario ripetere ancora che accreditamento e riorganizzazione non sono sinonimi: la scelta di riorganizzare i punti di raccolta deve essere pianificata attraverso un dibattito con tutti gli elementi a disposizione e senza fretta. La sostenibilità del sistema, come ci racconta Modena, deve essere un impegno da cogliere insieme: una riorganizzazione fondato su reali esigenze dell’Associazione e nell’interesse prioritario generale dei cittadini.
Poiché si parla di organizzazione bisogna ricordare perché esistiamo e soprattutto va rammentato che il nostro patrimonio sono le persone, i donatori e  i Volontari. Non abbiamo mai pensato di essere fornitori di sangue ma costruttori di cultura e di diritti: cultura del dono e diritto alla salute, in particolare.
Costruire maggiore partecipazione alla vita pubblica, solidarietà e responsabilità tra i cittadini  e raggiungere la sicurezza e il fabbisogno trasfusionale sono i nostri obiettivi, non solo di Parma e dell’Emilia-Romagna ma, soprattutto, dell’intero Paese.
In Emilia-Romagna, in particolare a Parma, abbiamo sempre mantenuto risultati ottimi grazie ai moltissimi donatori, ai molti Volontari e alle nostre scelte organizzative che nel corso del tempo hanno assicurato efficacia e efficienza al sistema trasfusionale affiancata ad un’eccedenza distribuita in altre province emiliano-romagnole o in altre regioni in difficoltà. Inoltre, l’AVIS a Parma ha sempre avuto, almeno finora un ruolo anche sociale sul territorio proprio legato al suo stretto contatto con i donatori e con tutta la popolazione.
Non siamo stati mai d’accordo con l’approccio adottato dalla Sezione Provinciale a fronte di una legittima e sacrosanta esigenza di ripensare la nostra organizzazione in funzione del mutato contesto socio-economico, sanitario e amministrativo. 
Era assolutamente necessario e lo è tuttora, effettuare un’analisi profonda e condivisa all’interno dell’Associazione perché questi processi devono essere guidati con competenza e credibilità per evitare situazioni insanabili di conflitto a discapito innanzitutto dell’interesse primario della popolazione.
Certe situazioni fanno male all’Associazione e anche alla nostra credibilità verso Istituzioni e cittadini che sinceramente sono sempre più disorientati da quello che sta accadendo in AVIS.
Un’altra via è possibile!
Come dimostrato dall’esperienza di Modena, in cui la Sezione provinciale ha costruito insieme alle comunali, alle Istituzioni amministrative e sanitarie ed altri soggetti quali le Fondazioni, un sistema che ha superato a pieni voti l’accreditamento. Sinceramente qui a Parma si è atteso moltissimo a valutare la situazione per poi accelerare con decisioni dolorose quali la soppressione e l’accorpamento di punti di raccolta. Ma tutto ciò è stato dettato da necessità associative? O dalle Istituzioni?  Ma veniamo ad oggi, senza neanche iniziare questo processo  a parma abbiamo dimezzato le eccedenze e se questo trend si confermasse in tutta la Provincia, sarà a rischio l’autosufficienza. E la Regione? Di chi sarà la responsabilità? Delle istituzioni sanitarie? Di AVIS che non ha saputo mantenere un’autonomia nei confronti delle Istituzioni nel rispetto dei ruoli e non ha saputo governare il processo organizzativo? Dei dirigenti delle sezioni Comunali che non hanno saputo spiegare queste trasformazioni? Oppure del Provinciale che non ha adeguatamente spiegato tali decisioni e reso trasparente l’intero processo?
Altra riflessione sull’argomento, la nostra Regione ha sempre avuto eccedenze che ha trasferito a regioni con carenza di sangue, garantendo anche a cittadini residenti in altre parti d’Italia l’accesso alle cure, il diritto alla salute. La Regione Emilia-Romagna e, di riflesso AVIS Emilia-Romagna e AVIS Provinciale di Parma, si dovranno assumere le responsabilità rispetto a decisioni non pianificate adeguatamente che metteranno a rischio non solo l’autosufficienza regionale ma prima ancora il supporto a quei cittadini liguri, lombardi, ecc…
Ma il nostro compito è garantire il diritto alla salute o no?
Siamo molto preoccupati perché questa situazione potrebbe portare (o l’ha già portata) ad una lacerazione interna della nostra meravigliosa Associazione e ricordiamo a tutti che senza Volontari attivi motivati e con spirito di appartenenza l’AVIS non va avanti.
E noi vogliamo andare avanti perché l’AVIS è insostituibile. Quindi chiediamo di bloccare questo processo e ridiscutere insieme (Comunali e Provinciale) se quest’ultimo è una reale necessità, dopodiché passare a pianificare tempi e modalità in condivisione di intenti e valori.
 Ricambio e Formazione
 Siamo felici che finalmente si sia posto al centro del dibattito, anche se in profondo ritardo, il tema del ricambio associativo associandolo alla formazione.
Purtroppo pensiamo che sia tardi per il prossimo mandato associativo… due anni per pianificare percorsi formativi complessi e profondi di cui necessita l’Associazione (soprattutto la struttura provinciale) sono veramente pochi. Però bisogna lavorare alla grande su questo argomento.
Porre poi un vincolo sui mandati nelle cariche associative per tutte le strutture è corretto ma, secondo noi, la modifica andrebbe resa operativa non dal 2017 ma dal successivo mandato associativo per accompagnarlo da corsi ad hoc per preparare, coinvolgere e motivare in maniera adeguata i nuovi Volontari. Pensiamo poi alla situazione della sezione Provinciale.
E’ un’idea ambiziosa che necessita di un cambio drastico di prospettiva e mentalità e l’assunzione di un comune impegno. Da almeno 10 anni non si è fatto nulla per creare i concreti presupposti di un ricambio e ci si è concentrato sulla costruzione della sede e la riorganizzazione relegando la formazione in un angolino nascosto.
All’ultimo corso di formazione di Bertinoro erano presenti tre Volontari da Parma.
Perché? Non è utile? Per la distanza? Per la mancanza di tempo? Per una scarsa abitudine a partecipare a momenti di confronto? Per la mancata promozione e sensibilizzazione mirata?
La Sezione Provinciale deve dimostrare di credere in questo passaggio fondamentale aldilà delle parole di circostanza e tutti i Volontari delle comunali devono assumersi l’impegno di formarsi come la priorità assoluta per garantire alla nostra Associazione lo splendido futuro che merita.
 Vorremmo oggi un confronto su entrambi questi temi perché riteniamo che senza volontari preparati e motivati, tra l’altro, nessuna riorganizzazione o futuro potrà esistere.

-L'Assemblea AVIS Medesano
-Il Presidente
Michele Francia

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