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1° L'accreditamento dei Punti di Prelievo: l'informazione prima di tutto.

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C'è bisogno di chiarezza e di informazione in merito ai punti di prelievo del sangue che vengono effettuate sul territorio. Noi di Medesano non siamo sicuramente le persone adatte a questo scopo, ma siamo dei semplici volontari che si impegnano a seguire le indicazioni dagli organi superiori, dei regolamenti e delle normative regionali e nazionali.

In questi ultimi anni si è parlato di Accreditamento delle sedi di raccolta del sangue, che in sostanza a livello provinciale è quasi la totalità delle sedi AVIS Comunali. Questa raccolta viene eseguita attraverso il personale messo a disposizione dall'AVIS Provinciale e le ultime novità sono quelle delle verifiche delle idoneità, secondo la normativa vigente, delle sedi in cui vengono effettuati i prelievi, la mancata idoneità, quindi prevede la cessazione della raccolta in quel sito. 

Il fulcro di tutto il processo è il Piano Regionale Sangue approvato dalla Regione Emilia-Romagna dopo il recepimento da parte dello stato della direttiva comunitaria e dopo l'accordo Stato-Regioni. Da qui inizia il processo di Riorganizzazione della Raccolta del Sangue.

La sostanza del documento prevede la qualità della raccolta del sangue e mette in primo piano il sangue, la salute del ricevente e una serie di requisiti strutturali, tecnologici, organizzativi e di sostenibilità economica. Definisce tutti gli organismi di direzione, di controllo, di lavorazione e di raccolta, sia pubblici che privati.

 

Vi invitiamo quindi ad informarvi, leggendo il Piano Sangue approvato in in Delibera Regionale a leggere i due articoli successivi:

 

 

Tutti i dati relativi alla riorganizzazione sono tratti dal sito Saluter.it del Servizio Sanitario Regionale.

2° Il Piano Sangue in Emilia-Romagna

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Piano sangue

Il Piano sangue e plasma regionale per il triennio 2008-2010, approvato dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, sviluppa il sistema sangue regionale sulla base delle novità introdotte nel sistema organizzativo nazionale dalla legge 219/2005: una nuova organizzazione del sistema sangue regionale e un ulteriore sviluppo dell’integrazione tra le strutture trasfusionali per garantire l’autosufficienza di sangue e di emoderivati, in regione e a livello nazionale, e per assicurare – all’interno di un maggiore coordinamento nazionale - qualità e sicurezza del sangue e dei servizi trasfusionali, con rigorose procedure sia per le donazioni che per le trasfusioni.
 
La nuova "Consulta tecnica permanente per il sistema trasfusionale regionale", presieduta dall’Assessore regionale alle politiche per la salute, (già Commissione regionale per le attività trasfusionali) è l’organismo rappresentativo di tutti i soggetti del sistema regionale ed è la sede dove - a livello preliminare - vengono predisposte e condivise le strategie programmatiche e di indirizzo, in stretta sinergia con il livello nazionale. Il nuovo Centro regionale sangue (CRS), già Centro regionale di coordinamento e compensazione per i servizi trasfusionali, è la struttura di coordinamento e di controllo tecnico scientifico, con il compito di garantire l’autosufficienza regionale e di concorrere all’autosufficienza nazionale attraverso l’invio di unità di sangue, emocomponenti ed emoderivati alle Regioni carenti. Il CRS opera di intesa con la Consulta e in sinergia con il Centro nazionale sangue.
 
Il nuovo assetto istituzionale porta avanti un modello consolidato di sistema integrato e altamente condiviso, che coinvolge tutti i soggetti interessati (Regione, CRS, Aziende sanitarie, associazioni dei donatori di sangue, medici e operatori dei Servizi trasfusionali aziendali) per garantire la raccolta, controllare l’appropriatezza dei consumi e potenziare le tecniche alternative all’uso del sangue omologo. Un sistema in cui è centrale la valorizzazione delle associazioni di volontariato del sangue, determinanti per aumentare il numero di donatori e per diffondere e sostenere la cultura della solidarietà.
 
Tra le priorità del Piano, l’accreditamento delle strutture trasfusionali, come strumento per raggiungere uno standard omogeneo nella qualità degli emocomponenti. In questa direzione si inserisce l’avvio del processo per concentrare in un numero limitato l’attività di produzione e validazione delle unità di sangue raccolte: questo processo porterà ad identificare le sedi trasfusionali che hanno questo compito in ambito di Area Vasta. 
 
Il Piano individua inoltre, tra gli obiettivi, l’ulteriore sviluppo dei processi di sicurezza delle trasfusioni, in particolare rispetto ai metodi di tracciabilità del donatore, del prodotto sangue e dei suoi componenti e rispetto alla prevenzione del rischio di infezioni. In questo ambito, la Regione partecipa con il Centro nazionale sangue, al programma del Ministero della salute finalizzato alla ricerca sanitaria, con un progetto per la sperimentazione di un sistema di identificazione e tracciabilità del paziente trasfuso e degli emocomponenti.

3° Rete Regionale Sangue

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Rete Regionale Sangue

In Emilia-Romagna è attivo un “sistema sangue”, che si occupa della raccolta e dell’utilizzo del sangue e degli emocomponenti: Tale sistema è il frutto della buona sinergia tra Regione, Servizio sanitario regionale, associazioni di volontariato Avis e Fidas e della buona collaborazione con gli Enti locali del territorio (in particolare nella promozione del dono sangue e della cultura della solidarietà).

L’Assessorato regionale politiche per la salute

Elabora le linee programmatiche e di indirizzo per tutto il sistema. Monitora e valuta i risultati ottenuti in termini di raccolta, consumo, invio di unità di sangue e plasma alle Regioni carenti per contribuire alla autosufficienza nazionale. Istituisce la Consulta tecnica permanente per il sistema trasfusionale regionale.  Affida al Centro regionale sangue il coordinamento operativo e il controllo tecnico scientifico. Coordina e valuta l’attività delle Aziende sanitarie.

La Consulta tecnica permanente per il sistema trasfusionale regionale

E’ presieduta dall’assessore regionale alle politiche per la salute; riunisce tutti i soggetti del sistema sangue dell’Emilia-Romagna. È la sede dove vengono predisposte e condivise le strategie programmatiche e di indirizzo, in stretta sinergia con il livello nazionale; è la sede in cui si elabora
il Piano sangue e plasma pluriennale che ha lo scopo di organizzare la raccolta del sangue e controllare l’appropriatezza del consumo.

Le Associazioni di volontariato

Le due più importanti Associazioni di donatori volontari di sangue in Emilia-Romagna sono Avis e Fidas che organizzano, ogni anno, circa 160 mila donatori attivi. Complessivamente i soci iscritti ad Avis e Fidas sono oltre 164.000. In Emilia-Romagna è presente anche l'Associazione Fratres con una sezione di circa 40 donatori a Premilcuore (Forlì-Cesena).

Organizzazione e soggetti della rete regionale sangue

In Emilia-Romagna la raccolta e l’utilizzo del sangue e degli emocomponenti  sono organizzati in rete , secondo il modello utilizzato per le alte specialità: il modello HUB & SPOKE (Centri di alta specialità, HUB, collegati con ospedali e altre strutture del territorio, SPOKE). 
Il Centro regionale sangue (Crs) è il Centro HUB della rete.  E’ collegato con i Servizi trasfusionali degli ospedali e con i Centri di raccolta sangue, anche gestiti dalle Associazioni di volontariato Avis e Fidas (SPOKE) per la gestione della raccolta, dell’invio e dell’utilizzo del sangue e degli emocomponenti. 
I dati delle attività dei Servizi trasfusionali vengono costantemente inviati attraverso una rete informatica regionale e nazionale (Sistra, Servizio informativo Servizi trasfusionali)  che permette di monitorare in tempo reale la situazione riguardo a fabbisogno, donazioni e utilizzo del sangue e degli emocomponenti.

Il Centro regionale sangue (CRS)

È la struttura di coordinamento e di controllo tecnico scientifico, che opera sulla base delle indicazioni regionali e in sinergia con il Centro nazionale sangue. 
E’ il Centro HUB della rete regionale sangue.  E’ collegato con i Servizi trasfusionali (SPOKE) per lo scambio tempestivo di unità di sangue in relazione alle necessità dei servizi. I Centri di raccolta, a loro volta, sono SPOKE dei Servizi trasfusionali. 
Garantisce l’autosufficienza regionale e provvede all’invio di unità di sangue e/o di altri emocomponenti alle Regioni carenti secondo la programmazione stabilita dal Piano sangue e plasma. Il CRS trasmette periodicamente all’Assessorato politiche per la salute della Regione i dati di attività su raccolta, consumo e trasferimento di unità di sangue ad altre Regioni.

I Servizi trasfusionali

Nelle Aziende sanitarie ci sono 12 Servizi trasfusionali (SPOKE della rete regionale sangue): tre a Bologna, uno rispettivamente a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini. 
Tutte le donazioni afferiscono ai Servizi trasfusionali, che ne hanno la responsabilità legale. 
I Servizi trasfusionali provvedono alla  lavorazione di sangue e plasma, per il successivo invio ai servizi sanitari regionali e alle altre Regioni. Per garantire ancora maggiore efficienza, l’organizzazione del “sistema sangue” prevede la concentrazione della lavorazione del
sangue e del plasma in pochi punti. Per l’Area vasta Romagna (che riunisce le Aziende Usl di Ravenna, Rimini, Forlì, Cesena) è già attivo un centro HUB per la lavorazione di sangue e plasma: l’Officina di Pievesestina, a cui si riferiscono i Servizi trasfusionali delle quattro Aziende Usl parte dell’Area vasta.

I 12 Servizi trasfusionali
L’Officina trasfusionale di Pievesestina

I Centri di raccolta sangue

La donazione del sangue avviene in ambienti sanitari idonei per garantire la sicurezza del donatore e del ricevente.
La donazione è possibile:
• nei centri di raccolta dei Servizi trasfusionali, che possono essere in ospedale o in altre strutture sanitarie del Servizio sanitario regionale (SPOKE della rete regionale sangue);
• nelle Unità di raccolta gestite dalle Associazioni di volontariato Avis e Fidas, in possesso di regolare autorizzazione rilasciata dal Servizio sanitario regionale (SPOKE della rete regionale sangue); 
• in Punti di raccolta allestiti periodicamente, in tanti Comuni dell’Emilia-Romagna, in ospedali e poliambulatori delle Aziende sanitarie e in sedi delle Associazioni regolarmente autorizzate.

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